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scemari:

Elle Fanning (Conyers9 aprile 1998

"Credo che non esista frase peggiore di: “mi hai deluso”.
Non vuol dire altro che “potevi fare di meglio ma non hai fatto”."

ilmareditroppo | Joy Musaj (via ilmareditroppo)

~ http://laleggerezzadiunmacigno.tumblr.com/post/90251239501/il-primo-bacio-ce-lo-demmo-a-roma-mi-pare-fosse

laleggerezzadiunmacigno:

Il primo bacio ce lo demmo a Roma
mi pare fosse Roma
vicino Termini
non era Parigi
non era Gare de Lyon
ne son quasi certo
anzi, certo
Parigi no
mai avrei concesso ai parigini
l’onore
del nostro primo bacio
manco Berlino
a Berlino mai messo piede
e non ne ho intenzione alcuna
a…

ventottomarzoduemilaquattordici:

gocce-nere:

soffrendosonocresciuta:

quellacolcuorediplastica:

”Your hand fits in mine like it’s made just for me”.

Posso piangere per l’eternità.

×

aw

Anonimo asked:
Pensi che per fare l'amore ci sia un'età ?

Non so, io penso che la prima volta di una persona, sia importante. Per fare l’amore, bisogna comunque avere una certa “maturità”, sapere cosa è giusto, e cosa è sbagliato. Facendo l’amore, si corrono comunque molti rischi (la gravidanza è solo una piccola parte), perciò una ragazza deve sapere tutto ciò che c’è da sapere, prima di farlo. Bisogna stare attenti a non farsi usare, a non fare errori per poi pentirsene. 
Se dicessi “no, non c’è un’età”, sarei falsa. 
Io penso che per farlo, bisogna trovare la “persona giusta”. La prima volta è indimenticabile, e secondo me è importante averne un bel ricordo. 
Secondo me una ragazza deve avere 15 anni in su. 
(pensiero personale.)

"Ma io il pesce d’aprile più che usarlo per prendere in giro ancora una volta le persone, lo userei per dirti quanto ti amo.
E se andrà male, ti urlerò “Pesce d’aprile”.
Intanto ti dico che ti amo.
Intanto ti dico la verità."

Elizabeth Julie Shanti (via elizabeth-julieshanti)

"Non so, prendiamo come esempio Maleficent, il film che parla della Bella addormentata vista però dalla parte della cattiva.
Che poi proprio cattiva non è.
Voglio dire, ‘sta Malefica da bambina era una fata che amava tutto, amava ciò che faceva e dove viveva, viveva ecco.
E c’aveva un paio d’ali.
Incontra un ragazzo, un bambino anzi, Stefano. Questo le fa la corte e si innamorano, da bambini quindi possiamo immaginare il tipo di amore, puro che era.
E niente, questi due passano intere giornate assieme, ma lei è una fata e lui un semplice umano che si trasferisce a castello dove vive il Re.
Questo Re, vuole la povera Malefica morta. Chi gli porterà il corpo defunto oppure comunque un segno di questo, diventerà Re al posto di quello che ci stava in quel momento.
E niente, ‘sto Stefano va da Malefica, che diceva di amare… e cosa fa? Mica va a dirgli che la vogliono morta! No, vi pare?! Cosa fa? Le taglia le ali e le porta al suo Re, di cui prende il posto.
Bravo idiota! Quello si che era vero amore, no?
E poi vabbé, questo Stefano mette incinta la regina del castello che da alla luce una bella bambina.
Malefica lo viene a sapere e giustamente, come tutti gli altri, vuole donare un regalo alla bimba, quindi si reca a castello.
Così, per ripicca del tradimento di Stefano, le lancia un maleficio, come regalo.
“La figlia del re a quindici anni si pungerà con un fuso e cadrà in un sonno eterno, simile alla morte”, ma il Re Stefano la supplica “non farmi questo, Malefica” gli dice, lei è ancora innamorata di lui quindi come una stupida lo accontenta anche se, non annulla il maleficio, ma lo modifica “La figlia del re a quindici anni si pungerà con un fuso e cadrà in un sonno, simile alla morte finché non riceverà il bacio del vero amore”.
Eh certo, perché per lei il vero amore non esiste.
Io a questo punto, sto dalla parte di Malefica, cioè ha fatto più che bene. Però, secondo me, la bambina non c’entra nulla ma comunque. Andiamo avanti.
Così la bambina, diventa una ragazzina e cresce lontana dal castello e da tutti i fusi che stavano là, cresce vicina a Malefica che si pente di averle lanciato il maleficio, perché appunto lei non c’entra nulla.
Tenta di annullarlo ma non ci riesce, così si pente amaramente.
Ma vedete l’amore cosa fa? Malefica, da una bambina che amava tutto, bella e allegra, si è trasformata in una donna fredda quanto il ghiaccio e senza sentimenti, perché il cuore da cui pulsava amore, gliel’aveva rubato Stefano.
La ragazza incontrò un ragazzo che si dirigeva verso il castello di Re Stefano, sembrava amore a prima vista. Sembrava e basta.
Arrivò il giorno in cui la sedicenne cadde in un sonno profondo, simile alla morte.
Malefica amaramente pentita,non ci credeva più, nell’amore intendo, così chiamò quel ragazzo che sembrava essersi innamorato della ragazzina e gli chiese di baciarla, ma per quanto Malefica ci avesse sperato, lei non si svegliò.
Era pentita.
Il vero amore non esiste, ripeteva.
Fredda come il ghiaccio.
“Scusami, non ti chiedo di perdonarmi perché ciò che ti ho fatto è imperdonabile” le disse dopo averle regalato un bacio in fronte.
E fu così che si svegliò, la sedicenne.
Voglio dire, il vero amore esiste.
Con il bacio dato da Malefica, la ragazza si svegliò.
Ecco, morale della storia.
L’amore non è solo quello tra ragazzo e ragazza.
L’amore sono i nostri genitori.
I nostri nonni.
I nostri amici.
O chiunque abbia amore da darci.
L’amore ci circonda ma siamo noi che ci soffermiamo solo su quello che fa più male.
Su quello che ci rende freddi come il ghiaccio.
Su quello che ci cambia, insomma.
Però vabbé, si sa che essendo una favola, tutto finisce sempre bene.
Ma era soltanto una favola, una favola…"

Pensate, abbiamo avuto la fortuna di nascere nell’epoca del Tomorrowland e dei Bastille, dei cuori blu su Whatsapp e delle discoteche in riva al mare. Non sapete quanto siamo fortunati ad avere la possibilità di postare immagini porno su Tumblr e video in cui ci tagliamo su Ask.fm. Ve lo giuro, non saprei proprio immaginarmela un’epoca migliore: abbiamo Berlusconi, ma che ci importa? Tanto poi ce ne andiamo ad Ibiza a darla via come se non fosse nostra. Ma sì, chi se ne frega di Calciopoli, abbiamo vinto i Mondiali e Martin Luther King mica tira in porta come Balotelli, eh. Siamo stati fortunatissimi e non ce ne rendiamo conto, siamo cresciuti in un paese che si lamenta per la fuga dei cervelli ma che continua a sponsorizzare le tette. Insomma, perché mai dovremmo rimpiangere Woodstock se abbiamo la possibilità di andare in discoteca a impasticcarci il sabato sera? Ma che ci importa della libertà? Noi abbiamo l’omertà e la sottomissione. Mi raccomando, teniamoceli stretti questi anni di merda, tra contratti a tempo determinatissimo e pompini come strette di mano. Teniamoci la crisi e le apparenze, Angry Birds e Marco Mengoni. Insomma, cosa dovremmo mai farci con Mandela se abbiamo la Rodriguez e la sua farfallina? E non ditemi che sono troppo malinconica o retrò, ma non me ne faccio nulla di Giulia Carcasi e di Instagram quando vedo un’intera generazione in fila davanti l’Apple Store il giorno dell’uscita di un nuovo I-Phone e girare la testa, facendo finta di non sentire, quando ammazzano di botte un ragazzo omosessuale o ridicolizzano una ragazza in carne. Abbiamo i leggins stracolarati, ma la personalità in bianco e nero, le Vans con le quali calpestiamo ripetutamente chi ha un’opinione diversa dalla nostra, chi è più sensibile e chi non è mai sceso a compromessi. E non ditemi che questi sono gli anni zero, no. Magari lo fossero, potremmo ripartire da quello zero, crearci una nuova identità, una cultura sana, libera e non soggetta alla riforma Gelmini e ai continui tagli. Potremmo permetterci di restare qui, a girare in Vespa per le vie di Roma o ammirare la bellezza senza tempo di Firenze, potremmo provare sentirci a casa in qualunque posto, pagarci l’università e comprare un cassetto solo per i sogni, senza dover trovare una spazio striminzito tra le pagine in cui abbiamo scritto quando ci siamo sentiti criticare da una bionda tutta tette o un figlio di papà che non sa coniugare un congiuntivo, dall’alto della sua scrivania in radica di noce. Ma che ci importa se non abbiamo la materia grigia, ragazzi, noi possiamo tingerci i capelli di blu.

ilmareditroppo:

entropiclanguage:

iotueilmondo:

troppisogninelcassetto:

la rebloggherei all’infinito

Stima profonda.

image

Tanta, tantissima stima.

Anonimo asked:

Pensi che per fare l'amore ci sia un'età ?

ilmareditroppo answered:

Non so, io penso che la prima volta di una persona, sia importante. Per fare l’amore, bisogna comunque avere una certa “maturità”, sapere cosa è giusto, e cosa è sbagliato. Facendo l’amore, si corrono comunque molti rischi (la gravidanza è solo una piccola parte), perciò una ragazza deve sapere tutto ciò che c’è da sapere, prima di farlo. Bisogna stare attenti a non farsi usare, a non fare errori per poi pentirsene. 
Se dicessi “no, non c’è un’età”, sarei falsa. 
Io penso che per farlo, bisogna trovare la “persona giusta”. La prima volta è indimenticabile, e secondo me è importante averne un bel ricordo. 
Secondo me una ragazza deve avere 15 anni in su. 
(pensiero personale.)

Non so, prendiamo come esempio Maleficent, il film che parla della Bella addormentata vista però dalla parte della cattiva.
Che poi proprio cattiva non è.
Voglio dire, ‘sta Malefica da bambina era una fata che amava tutto, amava ciò che faceva e dove viveva, viveva ecco.
E c’aveva un paio d’ali.
Incontra un ragazzo, un bambino anzi, Stefano. Questo le fa la corte e si innamorano, da bambini quindi possiamo immaginare il tipo di amore, puro che era.
E niente, questi due passano intere giornate assieme, ma lei è una fata e lui un semplice umano che si trasferisce a castello dove vive il Re.
Questo Re, vuole la povera Malefica morta. Chi gli porterà il corpo defunto oppure comunque un segno di questo, diventerà Re al posto di quello che ci stava in quel momento.
E niente, ‘sto Stefano va da Malefica, che diceva di amare… e cosa fa? Mica va a dirgli che la vogliono morta! No, vi pare?! Cosa fa? Le taglia le ali e le porta al suo Re, di cui prende il posto.
Bravo idiota! Quello si che era vero amore, no?
E poi vabbé, questo Stefano mette incinta la regina del castello che da alla luce una bella bambina.
Malefica lo viene a sapere e giustamente, come tutti gli altri, vuole donare un regalo alla bimba, quindi si reca a castello.
Così, per ripicca del tradimento di Stefano, le lancia un maleficio, come regalo.
“La figlia del re a quindici anni si pungerà con un fuso e cadrà in un sonno eterno, simile alla morte”, ma il Re Stefano la supplica “non farmi questo, Malefica” gli dice, lei è ancora innamorata di lui quindi come una stupida lo accontenta anche se, non annulla il maleficio, ma lo modifica “La figlia del re a quindici anni si pungerà con un fuso e cadrà in un sonno, simile alla morte finché non riceverà il bacio del vero amore”.
Eh certo, perché per lei il vero amore non esiste.
Io a questo punto, sto dalla parte di Malefica, cioè ha fatto più che bene. Però, secondo me, la bambina non c’entra nulla ma comunque. Andiamo avanti.
Così la bambina, diventa una ragazzina e cresce lontana dal castello e da tutti i fusi che stavano là, cresce vicina a Malefica che si pente di averle lanciato il maleficio, perché appunto lei non c’entra nulla.
Tenta di annullarlo ma non ci riesce, così si pente amaramente.
Ma vedete l’amore cosa fa? Malefica, da una bambina che amava tutto, bella e allegra, si è trasformata in una donna fredda quanto il ghiaccio e senza sentimenti, perché il cuore da cui pulsava amore, gliel’aveva rubato Stefano.
La ragazza incontrò un ragazzo che si dirigeva verso il castello di Re Stefano, sembrava amore a prima vista. Sembrava e basta.
Arrivò il giorno in cui la sedicenne cadde in un sonno profondo, simile alla morte.
Malefica amaramente pentita,non ci credeva più, nell’amore intendo, così chiamò quel ragazzo che sembrava essersi innamorato della ragazzina e gli chiese di baciarla, ma per quanto Malefica ci avesse sperato, lei non si svegliò.
Era pentita.
Il vero amore non esiste, ripeteva.
Fredda come il ghiaccio.
“Scusami, non ti chiedo di perdonarmi perché ciò che ti ho fatto è imperdonabile” le disse dopo averle regalato un bacio in fronte.
E fu così che si svegliò, la sedicenne.
Voglio dire, il vero amore esiste.
Con il bacio dato da Malefica, la ragazza si svegliò.
Ecco, morale della storia.
L’amore non è solo quello tra ragazzo e ragazza.
L’amore sono i nostri genitori.
I nostri nonni.
I nostri amici.
O chiunque abbia amore da darci.
L’amore ci circonda ma siamo noi che ci soffermiamo solo su quello che fa più male.
Su quello che ci rende freddi come il ghiaccio.
Su quello che ci cambia, insomma.
Però vabbé, si sa che essendo una favola, tutto finisce sempre bene.
Ma era soltanto una favola, una favola…

Pensate, abbiamo avuto la fortuna di nascere nell’epoca del Tomorrowland e dei Bastille, dei cuori blu su Whatsapp e delle discoteche in riva al mare. Non sapete quanto siamo fortunati ad avere la possibilità di postare immagini porno su Tumblr e video in cui ci tagliamo su Ask.fm. Ve lo giuro, non saprei proprio immaginarmela un’epoca migliore: abbiamo Berlusconi, ma che ci importa? Tanto poi ce ne andiamo ad Ibiza a darla via come se non fosse nostra. Ma sì, chi se ne frega di Calciopoli, abbiamo vinto i Mondiali e Martin Luther King mica tira in porta come Balotelli, eh. Siamo stati fortunatissimi e non ce ne rendiamo conto, siamo cresciuti in un paese che si lamenta per la fuga dei cervelli ma che continua a sponsorizzare le tette. Insomma, perché mai dovremmo rimpiangere Woodstock se abbiamo la possibilità di andare in discoteca a impasticcarci il sabato sera? Ma che ci importa della libertà? Noi abbiamo l’omertà e la sottomissione. Mi raccomando, teniamoceli stretti questi anni di merda, tra contratti a tempo determinatissimo e pompini come strette di mano. Teniamoci la crisi e le apparenze, Angry Birds e Marco Mengoni. Insomma, cosa dovremmo mai farci con Mandela se abbiamo la Rodriguez e la sua farfallina? E non ditemi che sono troppo malinconica o retrò, ma non me ne faccio nulla di Giulia Carcasi e di Instagram quando vedo un’intera generazione in fila davanti l’Apple Store il giorno dell’uscita di un nuovo I-Phone e girare la testa, facendo finta di non sentire, quando ammazzano di botte un ragazzo omosessuale o ridicolizzano una ragazza in carne. Abbiamo i leggins stracolarati, ma la personalità in bianco e nero, le Vans con le quali calpestiamo ripetutamente chi ha un’opinione diversa dalla nostra, chi è più sensibile e chi non è mai sceso a compromessi. E non ditemi che questi sono gli anni zero, no. Magari lo fossero, potremmo ripartire da quello zero, crearci una nuova identità, una cultura sana, libera e non soggetta alla riforma Gelmini e ai continui tagli. Potremmo permetterci di restare qui, a girare in Vespa per le vie di Roma o ammirare la bellezza senza tempo di Firenze, potremmo provare sentirci a casa in qualunque posto, pagarci l’università e comprare un cassetto solo per i sogni, senza dover trovare una spazio striminzito tra le pagine in cui abbiamo scritto quando ci siamo sentiti criticare da una bionda tutta tette o un figlio di papà che non sa coniugare un congiuntivo, dall’alto della sua scrivania in radica di noce. Ma che ci importa se non abbiamo la materia grigia, ragazzi, noi possiamo tingerci i capelli di blu.

ilmareditroppo:

entropiclanguage:

iotueilmondo:

troppisogninelcassetto:

la rebloggherei all’infinito

Stima profonda.

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Tanta, tantissima stima.